Il Sile in bicicletta: pedalata lungo la ciclabile trevigiana

Il Sile, ovvero il fiume del silenzio, si snoda sinuoso e placido attraverso la Marca trevigiana per sfociare nel litorale veneziano. Il Sile è un fiume particolare, perchè è un fiume di risorgiva: non nasce cioè da una montagna, ma si origina da polle d’acqua che risalgono dalla profondità della terra nel mezzo della pianura.
Sono andata a conoscerlo in bicicletta.

Il fiume Sile

Il GiraSile, così è denominato l’itinerario escursionistico E4 che collega la città di Treviso a Casale sul Sile, lungo una verdeggiante ciclovia ad anello che segue l’andamento del fiume per 40 km.
Il punto di partenza è il Ponte della Gobba, da cui parte questa ciclabile completamente lontana dal passaggio delle auto e quindi perfetta anche per famiglie con bambini.

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La segnaletica sul Ponte della Gobba

Questo percorso è davvero suggestivo: in un attimo il caos della città sparisce e si è immersi nella quiete del fiume, protetti dalle fronde degli alberi che ne seguono il contorno. Verde smeraldo: questo è il colore dell’acqua che scorre silenziosa, mossa solo dai giochi dei cigni e degli anatroccoli che imparano a pescare insieme alla mamma. Si pedala lungo la alzaia,  ovvero la stradina che scorre parallela al fiume, un tempo destinata al transito dei cavalli e dei buoi che trascinavano controcorrente i barconi carichi di merce che dalla Laguna raggiungevano Treviso.

Un luogo surreale e quasi sospeso nel tempo, testimonia questa antica attività commerciale: il cimitero dei burci. A metà del percorso si arriva infatti ad uno specchio d’acqua paludoso, dal quale affiorano come scheletri le carcasse dei burci, i grandi barconi di legno utilizzati un tempo per il trasporto fluviale e lasciati affondare tutti insieme, perchè oramai non più necessari per il commercio.

Il cimitero dei burci

Il cimitero dei burci

Il primo paese che si incontra lungo il percorso è Casier, splendido borgo dall’aspetto così veneziano: giusto il tempo di un gelato e si riparte lungo la sponda sinistra del fiume.

La piazza di Casier - © 2012 turismofluvialeveneto.it

La piazza di Casier – © 2012 turismofluvialeveneto.it

Poco oltre, sull’altra sponda, si incontra il grande mulino di Silea,  opera dello stesso architetto del Mulino Stucky di Venezia: purtroppo è stato recentemente colpito da un incendio, come si nota dai muri tristemente anneriti dal fumo.
Lasciando Casier, il percorso attraversa strade campestri, fino a Lughignano dove spicca la graziosa chiesa romanica di San Martino con il suo caratteristico cimitero perimetrale:  solo pochi fedeli si avviano alla messa del pomeriggio, in un’atmosfera sospesa che solo in una piccola comunità si può trovare.

La chiesa romanica di S. Martino a Lughignano - copyright © Gianni Desti

La chiesa romanica di S. Martino a Lughignano  – copyright © Gianni Desti

Ancora qualche chilometro di pedalata e si arriva a Casale sul Sile: già da lontano si avvista l’alto campanile merlato e la Torre Carrarese, che testimonia quanto il paese sia stato nel tempo un’importante postazione fortificata. Un rapido scatto alla torre campanaria (adoro fotografare i campanili, chissà perchè) e poi via, sulla strada del ritorno, che altri 20 km ci aspettano!

Il campanile di Casale sul Sile

Per seguire l’intero percorso e non rischiare di sbagliare direzione (si trovano infatti molti cartelli del percorso che possono creare confusione), potete scaricare qui il pdf dell’itinerario.

Consiglio il GiraSile in tutte le stagioni, snodandosi prevalentemente sotto ricche e verdi fronde, riparo per il caldo estivo e spettacolo di colori durante l’autunno.

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