verdi pensieri

Ho imparato a fare un orto sinergico

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Sono ancora tutta emozionata. E negli occhi ho ancora lo spettacolo di colori di ogni prosa. Questa domenica ho imparato a fare un orto sinergico.

Finalmente sono passata dalla teoria alla pratica grazie al corso per la creazione di un orto biosinergico, che si è tenuto nello splendido scenario di Terraviva Bio, a Ferrara. In questo angolo di campagna dentro la città, il ‘contadino clandestino’ Vincenzo d’Elia ci ha insegnato tutti i suoi segreti per creare questa particolare tipologia di orto, che ha in sè la forza energetica della spirale e la bellezza di un giardino.

 

 

 

 

 

Questo metodo di coltivazione, ricollegato al filone della permacultura, promuove meccanismi di autofertilità del terreno, senza bisogno di arare oppure di concimare, disponendo le piante in modo compatibile e collaborativo tra loro. Eravamo tutti giovani ragazzi, probabilmente alcuni spinti dalla disperazione del momento storico, altri convinti che il ritorno alla terra possa essere l’unco possibile per arrestare questo processo di distruzione del Pianeta.

Di buona lena abbiamo inziato a zappare per creare i solchi che sarebbero diventati i camminamenti attorno alle prose (o bancali), ovvero aiuole rialzate a forma di trapezio, sulle quali abbiamo poi seminato le nostre pianticelle e anche i nostri fiori. Sì, perchè il principio dell’orto sinergico è appunto la sinergia, cioè la creazione del migliore equilibrio collaborativo fra le diverse specie, in modo che ognuna difenda e aiuti l’altra a crescere al meglio.

La varietà di piante e fiori dell’orto sinergico

Rispettando i principi dell’agricoltura sinergica, il nostro Vincenzo ci spiegava dove posizionare le aromatiche (sempre ai due lati del bancale), i bellissimi nasturzi (negli angoli) e via via i vari ortaggi: peperoni, pomodori, zucchine, insalata, fagioli, radicchio, aglio, cipolle e patate. E poi via, a ricoprire tutto di paglia per tenere fresco e umido il terreno ed evitare la crescita delle erbacce.

   

E’ stata una bellissima esperienza, in cui mi sono riscoperta nuova, me stessa spogliata di ogni ruolo e ogni maschera. E’ stato un grande momento di condivisione, di parità e di speranza nel futuro.
E di sana convivialità.
Alla salute di Madre Terra! 🙂

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